Autorità di Ambito e Assemblea di Ambito

L'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 4 è stata costituita nella forma di Consorzio di funzioni in base alla legge della Regione Marche 18/98.


AUTORITA' DI AMBITO

Fanno parte dell'Autorità 27 Comuni (14 della Provincia di Fermo e 13 della Provincia di Macerata) di cui è possibile visualizzare l'elenco nella sezione "il Territorio".
I Comuni, con la nascita delle AATO hanno trasferito a questo nuovo ente pubblico la titolarità del servizio idrico integrato il quale viene ad essere programmato, controllato e regolato in modo unitario.
L'AATO 4 MARCHE Centro Sud ha definito il Piano di Ambito (piano economico e finanziario pluriennale, piano pluriennale degli investimenti), scelto la forma di gestione del servizio ed affidato lo stesso a Tennacola S.p.A. dal 01/01/2005.
E' necessario ricordare che esiste una netta distinzione di ruoli fra l'Ambito, che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, e il Gestore che organizza il servizio e realizza il piano. L'Ambito deve svolgere la sua attività di regolatore in ragione dell'assenza di concorrenza nel mercato di questi servizi con l'obiettivo di assicurare la tutela del consumatore nei confronti del gestore.
Questo compito di regolazione deve essere svolto dall'ambito attraverso la definizione del Piano e il successivo controllo sulla realizzazione.

 

ASSEMBLEA DI AMBITO

L’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale n. 4 Marche Centro Sud - Fermano e Maceratese è stata istituita in seguito alla legge della Regione Marche n. 30 del 2011 che le ha assegnato le funzioni già esercitate dalle Autorità di Ambito previste dall’articolo 148 del d.lgs. 152/2006 e dalla legge regionale 22 giugno 1998, n. 18 (Disciplina delle risorse idriche), in attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 2, comma 186 bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2010).

La suddetta normativa prevede la riorganizzazione dei servizi idrici attraverso il raggiungimento di 4 obiettivi fondamentali:

1) il superamento della frammentazione delle gestioni a livello territoriale; Una delle principali innovazioni introdotte dalla riforma del sistema idrico è rappresentata dal tentativo di superare la frammentazione gestionale che caratterizza il settore dei servizi idrici in Italia; a questo scopo si richiede l’identificazione di ambiti territoriali ottimali (ATO), all’interno dei quali pervenire ad una gestione unitaria. 

2) l’integrazione funzionale delle attività del ciclo idrico; La legge impone una gestione unitaria e integrata del ciclo idrico, inteso come l’insieme dei servizi di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue. Gli effetti dell’integrazione sono analoghi a quelli evidenziati in riferimento all’estensione degli ambiti territoriali; sono inoltre intuibili le ricadute positive di una visione globale del servizio, che potrà permettere di sfruttare tutte le possibili sinergie, fino ad ora trascurate, sia a livello generale, sia specifiche di settore.

3) l'individuazione di una tariffa del Servizio Idrico Integrato che assicuri la copertura integrale dei costi di gestione; Un terzo pilastro individuato dalla riorganizzazione del settore idrico è rappresentato dalla nuova disciplina tariffaria: ispirandosi al principio della copertura dei costi, la riforma prevede che la tariffa sia calcolata sulla base della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, dei costi di gestione, delle opere e degli adeguamenti necessari.

4) separazione tra titolarità e gestione del servizio; Un'ultima innovazione introdotta dalla riforma è rappresentata dalla separazione tra titolarità e gestione del servizio idrico; si pone fine, in questo modo, alla coincidenza tra i “titolari” ed i “gestori” del servizio prevista dal sistema italiano, fonte di inevitabile confusione tra le funzioni di indirizzo, regolamentazione, controllo e la funzione di gestione. La titolarità del servizio rimane a Province e Comuni che devono affidarne la gestione operativa mediante una delle tre forme previste dall’attuale normativa: gara per la gestione da parte di terzi, gara per la scelta del socio privato che parteciperà alla società a capitale misto cui verrà affidata la gestione, affidamento diretto a società partecipata da enti locali (cd. affidamento “in house”).

Numerosi sono i soggetti protagonisti della riforma, cui sono affidati specifici ruoli e competenze; in particolare spetta: allo Stato il compito di fissare i criteri generali; alle Regioni, approvando le leggi di applicazione, il compito di individuare i limiti territoriali degli ambiti e disciplinare i rapporti tra i soggetti gestori e gli Enti Locali; agli Enti locali, attraverso la costituzione di Enti di Gestione dell’Ambito (EGA), il delicato compito di organizzare il servizio idrico integrato e di svolgere la funzione di programmazione e controllo della gestione.

Più specificamente le principali funzioni dell'Assemblea di Ambito n. 4 MARCHE Centro Sud sono: la predisposizione della ricognizione tecnica e gestionale relativa ai servizi idrici verificando lo stato di strutture e impianti e il livello di efficienza ed efficacia gestionale; l’individuazione della forma di gestione, del soggetto gestore del servizio, e l’adozione della Convenzione per la gestione; l’approvazione del Piano d’Ambito, inteso come strumento di attuazione delle scelte strategiche dell’EGA, in cui viene definita l’entità degli investimenti necessari (Piano degli interventi), individuato l’assetto gestionale (Modello gestionale) e predisposto il Piano Economico e Finanziario con l’individuazione della tariffa da applicare all’utenza; il controllo del servizio e dell’attività del gestore affidatario al fine di verificare la corretta applicazione della tariffa, il raggiungimento degli obbiettivi e dei livelli di qualità previsti dal Piano.

L’Assemblea, nell’esercizio di tali funzioni, rappresenta sia i soggetti convenzionati, quindi i Comuni dell’Ambito, sia l’utenza, quindi i consumatori del Servizio Idrico Integrato.